Risarcimento danni per aggressione sul posto di lavoro

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Risarcimento danni per aggressione sul posto di lavoroRisarcimento danni per aggressione sul posto di lavoro

Sono all’ordine del giorno incidenti ai danni di lavoratori a causa della mancata sicurezza del loro posto di lavoro. Le cronache dei giornali riportano costantemente casi di vittime sul lavoro a causa di una grave ferita accaduta per l’uso di strumenti pericolosi, o di lavoratori deceduti a  causa dell’inalazione di elementi chimici velenosi.

Ma come comportarsi quando si è vittima di un’aggressione all’interno del proprio posto di lavoro? Può accadere infatti di ritrovarsi vittima di un atto violento durante il proprio orario di lavoro e rimanerne gravemente feriti.

In casi come questo, chi è tenuto a pagare i danni subiti dal lavoratore?

Nel caso specifico l’aggressione si è verificata all’interno di un Pronto Soccorso, dove un paziente in escandescenze ha afferrato per un polso il medico, provocandogli gravi ferite. A parere della vittima la responsabilità di quanto accaduto sarebbe dovuta ricadere sulla struttura ospedaliera, la quale non aveva adottato misure di sicurezza tali da prevenire l’aggressione violenta.

Risarcimento danni per aggressione sul posto di lavoro: Art. 2087 del Codice civile

All’interno di un luogo di lavoro, la sicurezza deve essere garantita dal datore di lavoro. Egli attua tutte le misure necessarie onde evitare pericoli ai propri dipendenti, questo in base all’Articolo 2087 del Codice civile.

“L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Risarcimento danni per aggressione sul posto di lavoro: aggressione da agente esterno

Nel caso in cui il lavoratore sia vittima di un’aggressione, quindi colpito da un agente esterno all’azienda, la situazione potrebbe cambiare.

La sentenza della Cassazione numero 12089, del 17 maggio 2013, afferma che il datore di lavoro non può proteggere i propri dipendenti anche dalle aggressioni conseguenti all’attività criminosa di terzi. Pur adottando tutte le misure di sicurezza.

Una sentenza del Tribunale di Patti, la numero 189 del 19 aprile 2017, afferma che se il dipendente leso non dimostra che il danno da lui subito si poteva evitare, se l’azienda avesse adottato ulteriori misure di sicurezza adeguate alla specifica situazione, il datore di lavoro non deve alcun risarcimento.

Sarà quindi onere del dipendete aggredito provare la responsabilità del datore di lavoro al fine di ottenere un congruo risarcimento danni per l’aggressione subita all’interno del proprio posto di lavoro.

Quando si ha diritto a un risarcimento danni?

 

Per poter chiedere risarcimento danni devono sussistere questi punti imprescindibili:

  • Si deve aver subito un danno.
  • Vi deve essere un comportamento scorretto o illegittimo di qualcuno.
  • Deve esistere un nesso causale tra il comportamento scorretto e il danno subito.
  • Si deve poter provare che il nesso causale tra comportamento e danno sia effettivo.

 

Il consiglio, per chi abbia subito danni a causa di aggressione sul posto di lavoro, è quello di rivolgersi a un avvocato per poter far valere al meglio i propri diritti.

 

AL Assistenza Legale

Avvocato Cristiano Cominotto

www.alassistenzalegale.it

 

 

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