Super risarcimento danni di 7.3 milioni di euro per le complicazioni provocate dall’ospedale durante il parto.

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super risarcimento danniSuper risarcimento danni per una mamma per le complicazioni sorte durante il parto.  Nella maggior parte dei casi ogni gravidanza si conclude serenamente, per la gioia dei genitori, con la nascita, seppur dolorosa, di un bebè.

Super risarcimento danni: i fatti

Non è andata affatto così a Nadine Montgomery. La giovane donna inglese, malata di diabete di tipo 1, sedici anni fa rimase incinta del suo primo figlio: una gravidanza nella norma, monitorata e curata nel corso dei mesi dai medici del suo ospedale di riferimento.

Quello che sarebbe dovuto essere il giorno più bello della sua vita di coppia, il giorno del parto, si rivelò invece essere l’inizio di più di 15 anni passati tra cliniche, sale operatorie e tribunali conclusosi solo recentemente con un super risarcimento danni.

Super risarcimento danni: l’intervento 

La donna infatti, come tutte le partorienti affette da diabete di tipo 1, avrebbe dovuto dare alla luce il figlio sottoponendosi a un intervento chirurgico, un parto cesareo quindi, che avrebbe garantito all’equipe medica un controllo totale sia della gestante sia del feto.

Questo perché i figli di donne diabetiche nascono più grandi e robusti del normale e il parto naturale, oltre a essere decisamente più doloroso, può avere degli inconvenienti dovuti a una complicanza nota come “distocia della spalla”, con una casistica che va dal 9% al 10%. La “distocia della spalla”, consiste nell’incapacità del feto di passare attraverso il canale del parto perché la spalla del nascituro rimane bloccata e il bambino ha difficoltà ad uscire. Per questo, la consuetudine nelle sale parto, ma anche in fase ambulatoriale precedentemente al parto, è consigliare e praticare alla partoriente affetta da diabete un taglio cesareo.

Così non è andata né per Nadine, ignara delle complicazioni del parto a cui si stava sottoponendo, né per il figlio Sam, il quale ha sofferto per dodici minuti di una mancanza di ossigeno causata proprio dalla difficoltà che il piccolo, con le sue spalle più grandi del normale, ha avuto nel passare attraverso l’utero materno.

Super risarcimento danni: la sentenza della Corte Soprema

Minuti interminabili, ma secondo il giudizio della Corte Suprema inglese evitabili, che hanno determinato in un feto sano un tragico destino: la paralisi del cervello.

Dopo sedici anni Nadine Montgomery ha avuto giustizia, con un super risarcimento danni che ad oggi è il più cospicuo nell’ambito dei casi di malasanità negli ultimi 30 anni.

“Era mio diritto – ha spiegato Nadine al ‘Telegraph’ – conoscere tutti i rischi che come diabetica avrei corso dando alla luce Sam. Sono contenta che la Corte Suprema abbia finalmente riconosciuto le mie ragioni. Spero che questa sentenza sia di esempio per altre donne che hanno subito e vissuto la mia condizione. Ora Sam potrà avere la migliore assistenza possibile per il resto della sua vita”.

Super risarcimento danni: l’epilogo

Il riconoscimento del danno neurologico patito dal figlio, associato all’incuria da parte del personale medico di assisterla e metterla a conoscenza della sua condizione di madre diabetica di fronte alle complicazioni di un parto naturale rispetto alla sicurezza di un parto cesareo, hanno dato modo alla Corte di stabilire un super risarcimento danni per malasanità di circa 7,3 milioni di euro.

 

 

Claudio Bonato

AL Assistenza Legale

Super risarcimento danni

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