Risarcimento danni per le vittime della Concordia

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risarcimento danni per le vittimeCosta Crociere ha consegnato ai giudici documenti contabili che dimostrano il pagamento complessivo di un risarcimento danni per le vittime della Concordia di circa 84 milioni di euro, ai passeggeri ed equipaggio per il disastro del 2012

Costa Crociere, il responsabile civile al procedimento, ha consegnato ai giudici documenti che attestano il pagamento di un risarcimento danni per le vittime di circa 84 milioni di euro a 3.586 persone tra passeggeri ed equipaggio.

L’avvocato di Costa Crociere ha fornito al Tribunale documenti contabili comprovanti, secondo quanto afferma il legale, il risarcimento danni della compagnia per circa l’85% delle persone che erano a bordo della nave la sera del naufragio e ai vari enti coinvolti nel disastro del Giglio. In particolare, dai documenti della compagnia consegnati al tribunale, emerge che, dei 3.206 passeggeri in crociera sulla Costa Concordia venerdì 13 gennaio 2012, sono state transate le posizioni di 2.623 di questi, per un importo totale che ammonta a 66.481.082 euro. Questa somma è comprensiva del risarcimento danni per le vittime riconosciuto ai familiari di 24 passeggeri, dei 27 deceduti, cifra che ammonta a 24.508.373 euro.

Inoltre, sempre secondo gli atti della compagnia, risulta che dei 1.023 membri dell’equipaggio hanno transato la loro posizione in 964, per un ammontare totale di 17.421.203 euro di risarcimento danni per le vittime. Questa cifra comprende i risarcimenti danni alle famiglie dei 5 membri dell’equipaggio morti durante il naufragio, alle quali sono stati riconosciuti complessivamente 6.721.918 euro.
Nei casi dei tre passeggeri morti che non hanno ancora ricevuto risarcimenti, non ci sono ancor state transazioni per tre motivi differenti.

Per una passeggera tedesca perché non si trovano eredi, per un francese perché la famiglia sta ancora trattando, per una vittima americana perché i familiari preferiscono fare una causa civile negli Stati Uniti, dove ha sede la holding capogruppo di Costa.

A tre anni dal naufragio del Giglio non si trovano ancora gli eredi della passeggera tedesca, Gabriele Maria Grube, cinquantatreenne di Berlino, la donna risulta essere stata in crociera con un’amica con la quale si era imbarcata a Savona. L’amministrazione statale tedesca ha dato disposizioni per rintracciare eventuali eredi, ma finora non ci sono stati risultati e anche un legale italiano è stato incaricato di seguire la questione in Italia. Gabriele Grube è morta siccome non trovò posto sulle scialuppe su uno dei ponti sul lato sinistro della nave. Con l’amica fu invitata dall’equipaggio a passare dall’interno della nave verso il lato destro della stessa, ma in questo tragitto fu persa di vista. Morì annegata in un locale per zattere dove fu in seguito ritrovata.

Risulta invece in fase di conclusione, secondo fonti della compagnia Costa, la transazione tra Costa e la famiglia del passeggero francese, Francis Servillo di settantadue anni, il quale si era imbarcato con la moglie a Marsiglia. La moglie superstite ha raccontato che, siccome non c’era posto sulle scialuppe, furono costretti a tuffarsi in mare, dove però perse di vista il marito. I soccorritori riuscirono a recuperarlo, ma poi il passeggero morì poco dopo.

La famiglia della vittima statunitense ha deciso invece di non fare una transazione con Costa Crociere, ma di rivolgersi alla capogruppo della holding con sede negli States.

Sembra che si stiano dunque tirando le fila del risarcimento danni per le vittime di uno dei più grandi disastri della navigazione al mondo. Per informarsi su quali siano i diritti in Italia a tutela dei passeggeri, consiglio di leggere questo articolo

 

Claudio Bonato

AL Assistenza Legale

Risarcimento danni per le vittime

 

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