Licenziamento per caro energia: cosa dice la legge

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Con le bollette triplicate nel giro di un anno, le imprese e le associazioni di categoria stanno chiedendo a gran voce al Governo di intervenire sul problema degli esuberi per caro energia.

Licenziamento per caro energiaLicenziamento per caro energia: i dati di Confesercenti

A confermare la sensazione sono i dati delle previsioni di Confesercenti.

Questi ultimi, infatti, paventano l’uscita dal mercato del 10% delle imprese.

Stiamo parlando di circa 90 mila attività. Queste corrispondono a 250 mila posti di lavoro e relativi licenziamenti.

Queste le previsioni per il prossimo semestre.

Licenziamento per caro energiaLicenziamento per caro energia: è lecito?

Oltre alle aziende che saranno costrette a chiudere, ci si chiede in quante si troveranno nella situazione di dover ricorrere agli esuberi per far fronte all’emergenza.

Ma eventuali licenziamenti legati al caro energia sarebbero leciti?

Questi potrebbero rientrare tra i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per ragioni economiche.

Ma è bene chiarire alcuni aspetti in proposito.

Licenziamento per caro energiaLicenziamento per caro energia: sentenza Corte di Cassazione n. 11425 del 2021

Innanzitutto, non sembra essere sufficiente una singola bolletta elevata, per quanto possa essere alta la cifra, a giustificare un licenziamento per ragioni economiche.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 11425 del 2021 sostiene che alla base del licenziamento devono essere presenti delle evidenze contabili. Tali evidenze potrebbero essere “idonee a fornire un completo quadro della situazione economica della società”.

Quindi, la causa del licenziamento non può essere un calo delle entrate “a campione” e non riferito “ad un dato complessivo”.

Licenziamento per caro energia: verificare la crisi in azienda

Seppur i Giudici non possono entrare nel merito di una decisione aziendale di natura economica, questi possono però verificare se una crisi aziendale è effettivamente stata provata.

Da quanto detto dagli Ermellini nella sentenza prima citata, è possibile parlare di crisi solo quando la situazione di difficoltà economica si protrae nel tempo.

Per questo motivo ricevere una singola bolletta elevata potrebbe non essere una ragione lecita per procedere con degli esuberi.

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