Principi generali dell’espropriazione per pubblica utilità
L’espropriazione per pubblica utilità è un istituto risalente ad una ormai lontana legislazione di settore, di tempo in tempo riformata ed adeguata all’evolvere complessivo dell’ordinamento.
L’espropriazione è un istituto giuridico in virtù del quale la pubblica amministrazione può, con un provvedimento, acquisire per sé o far acquisire ad un altro soggetto, per esigenze di interesse pubblico, la proprietà o altro diritto reale su di un bene, indipendentemente dalla volontà del suo proprietario, previo pagamento di un indennizzo.
La materia viene trattata in sede civilistica e amministrativa nonché davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
In particolare viene svolta attività giudiziale e stragiudiziale a tutela di privati ed aziende con particolare riguardo a: procedure espropriative, occupazione d’urgenza, acquisizione illegittima di aree da parte della P.A., perequazione, scambio di aree con la P.A., indennizzi sostitutivi, realizzazione di opere pubbliche o opere di interesse collettivo da parte dei privati, verifiche urbanistiche per decadenza vincoli espropriativi e relative azioni, assistenza nei collegi peritali ex art. 21 Testo Unico Espropri, assistenza nelle ipotesi di cessione volontaria, compravendita, transazione, contestazione occupazione ed esproprio, determinazione dell’indennità di esproprio e risarcimento danni.
L’espropriazione per pubblica utilità è un istituto risalente ad una ormai lontana legislazione di settore, di tempo in tempo riformata ed adeguata all’evolvere complessivo dell’ordinamento.
Risulta opportuno analizzare in dettaglio la disciplina prevista dall’art. 21 t.u. espr. In base a questa norma l’autorità espropriante forma l’elenco dei proprietari che non
L’espropriazione del diritto di proprietà costituisce l’archetipo su cui dottrina e giurisprudenza hanno costruito la figura del procedimento ablatorio. Il trasferimento coattivo comporta la conversione