Il decreto legge 16 luglio 2020, n. 76 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” noto come “Decreto Semplificazioni” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 16 luglio è in vigore dal 17 luglio e deve essere convertito in legge entro il prossimo 14 settembre. La legge di conversione potrebbe apportare modifiche al testo del decreto.

Tale nuovo decreto Semplificazioni si chiama anche decreto Libera Italia e spazia dai contratti pubblici all’edilizia alla green economy passando per la pubblica amministrazione. Fa parte delle misure di liberalizzazione già iniziate di cui parlavo nella videonota di cinque anni fa, che ripropongo insieme a queste note.

Mi soffermo sulle “Misure di semplificazione digitale e per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale” e ritengo fondamentale che, oltre a favorire il lavoro agile (smart working), il decreto preveda “regole omogenee per tutte le P.A., per gli acquisti ICT, per lo sviluppo dei sistemi e per la progettazione e realizzazione dei servizi digitali ai cittadini, con regole per la formazione tecnologica dei pubblici dipendenti ed esperti che affianchino i progetti di trasformazione digitale delle amministrazioni.”

Lascio all’apposito Dipartimento le considerazioni sulle notevoli semplificazioni previste per gli appalti pubblici. Mi interessa solo rimarcare qui la previsione di introdurre misure di semplificazione per favorire la partecipazione di cittadini e imprese al procedimento amministrativo. Ciò fa ben sperare che la P.A. agirà finalmente mediante strumenti interamente informatici e telematici sia nei rapporti interni che nei rapporti esterni con i privati, al fine di consentire l’esercizio in modalità digitale dei diritti di accesso e partecipazione, ad iniziare dalla visione degli atti in forma digitale.

Segnalo anche l’importante previsione, al capitolo “Misure di semplificazione amministrativa per l’innovazione”, del Regime autorizzativo unico e semplificato, in capo al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, per la sperimentazione di iniziative tecnologiche innovative.

Avv. Giovanni Bonomo – Chief Innovation Officer