Se è vero che l’imitazione è la forma più sincera di adulazione, sul piano giuridico tale umana considerazione non vale, perchè nel caso di prodotti coperti da copyright si finisce per violare le norme in materia di “contraffazione” poste a tutela dei diritti, non solo d’autore, del titolare del marchio. Nè valgono escamotage come piccole differenziazioni, nel titolo del marchio o nel nome di dominio, per sfuggire all’addebito, valendo solo ad entrare nel vasto campo delle pratiche consuforie e della concorrenza sleale.

Ripropongo il mio scritto, presente nel catalogo dell’Università LUISS, sulle pratiche confusorie in Internet, riproponendomi di approfondire l’argomento con una serie di videonote ad iniziate dalla presente.
http://archivioceradi.luiss.it/documenti/archivioceradi/osservatori/intellettuale/wp2001/Bonomo.pdf