I recenti sviluppi dell’Intelligenza Artificiale hanno indotto il Parlamento europeo a redigere un documento contenente le norme di diritto civile sulla robotica. Si tratta della Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla Commissione in materia di robotica, una sorta di legge per i robot dotati di intelligenza artificiale che definisce i principi di bioetica sulla materia.

Quasi a prevederne una soggettività giuridica e i relativi limiti, tale risoluzione si pone come un prototipo di codice civile rivolto ai futuri androidi.

Appare significativa, tra le premesse, questo considerando: “considerando che l’umanità si trova ora sulla soglia di un’era nella quale robot, bot, androidi e altre manifestazioni dell’intelligenza artificiale sembrano sul punto di avviare una nuova rivoluzione industriale, suscettibile di toccare tutti gli strati sociali, rendendo imprescindibile che la legislazione ne consideri le implicazioni e le conseguenze legali ed etiche, senza ostacolare l’innovazione”.

In pratica le macchine dotate di intelligenza artificiale dovranno assumersi nel loro operato precise responsabilità verso gli umani.  Per questo si cerca di dare “una definizione generalmente accettata di robot e di intelligenza artificiale” per poter gia pensare a norme di diritto civile sulla robotica.

L’anno successivo la Commissione europea ha posto un’interessante definizione introduttiva dell’I.A. che sta alla base di ogni progresso scientifico e tecnologico  nella Comunicazione 25. 4.2018 https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2018/IT/COM-2018-237-F1-IT-MAIN-PART-1.PDF che giova qui trascrivere:

Cos’è l’intelligenza artificiale? “Intelligenza artificiale” (IA) indica sistemi che mostrano un comportamento intelligente analizzando il proprio ambiente e compiendo azioni, con un certo grado di autonomia, per raggiungere specifici obiettivi. I sistemi basati sull’IA possono consistere solo in software che agiscono nel mondo virtuale (per esempio assistenti vocali, software per l’analisi delle immagini, motori di ricerca, sistemi di riconoscimento vocale e facciale); oppure incorporare l’IA in dispositivi hardware (per esempio in robot avanzati, auto a guida autonoma, droni o applicazioni dell’Internet delle cose). Utilizziamo l’IA quotidianamente, per esempio per tradurre le lingue, generare sottotitoli nei video o bloccare lo spam delle email. Molte tecnologie di IA richiedono dati per migliorare le loro prestazioni. Raggiunto un buon livello di prestazioni, esse possono contribuire a migliorare e automatizzare il processo decisionale nello stesso campo. Per esempio, un sistema di IA verrà addestrato e in seguito utilizzato per rilevare gli attacchi informatici sulla base dei dati provenienti dal sistema o dalla rete interessati. 

Non si parla ancora dei logaritmi di nuova generazione autoapprendenti e dei traguardi dell’I.A. che saranno raggiunti nell’anno successivo 2019.

Avv. Giovanni Bonomo – A.L. Chief Innovation Officer